Quello dell’uomo dagli occhi d’oro è un ruolo che, in fondo, piace parecchio al nostro amico SAS, il principe Malko Linge, l’austriaco dal sangue blu che fa l’agente «nero» della CIA.
Ma è molto diverso giocarlo, questo ruolo, in una Berlino sulle cui strade risuonano ancora cupi e solenni i canti del Walhalla hitleriano mentre - altrettanto cupo, con le pallottole che di notte urlano secche - si alza der Mauer, il Muro.
Come sempre tutto non è così semplice come potrebbe apparire. Quell’uomo anziano che chiede ospitalità alla piccola sgualdrina dallo sguardo già reso duro dalla miseria della «professione», è qualcosa di più di un fuggiasco. E del fuggiasco ha comunque l’anima.