Fin dall'epoca della sua comparsa, lo Zohar (o Libro dello Splendore), raccolta monumentale in più volumi di commenti sulla Torah, ha rappresentato la fonte primaria, e spesso l'unica, utilizzata dai kabbalisti costituendo la base di tutta la letteratura kabbalistica.
Per secoli la Kabbalah, e con essa lo Zohar, fu tenuta nascosta al popolo, poiché si riteneva che non fosse pronto per ricevere fino in fondo la sua saggezza.
Chi si trova senza cognizioni spirituali vede infatti lo Zohar come una raccolta di allegorie e leggende che ognuno può interpretare in modo diverso; in realtà il suo linguaggio è unico e speciale e, per percepirne la radice spirituale, non può essere letto in modo ordinario, in base al suo solo significato letterale.
Tuttavia, la fine del XX secolo era stata indicata come l'epoca in cui gli insegnamenti della Kabbalah dovessero essere svelati a tutti, senza restrizioni, rendendoli comprensibili alla nostra generazione.
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