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Questo libro, scritto in un momento di allarme dell'Occidente intorno al proprio destino, ma attuale, non essendo un libro di parte, giova come pochi, a dissipare pregiudizi, che già all'euro-asiatico Erodoto erano parsi infantili.
Sembra che il primo cinese che abbia conosciuto direttamente l'Occidente si chiamasse Hu. Venne a Parigi, da Canton, nel 1722. Uscì di senno e fu internato nel manicomio di Charenton. L'anno precedente erano uscite ad Amsterdam, prudentemente anonime, le Lettres Persanes di Montesquieu: immaginario resoconto del viaggio a Parigi di due giovanotti persiani, turbati anch'essi dal contatto con l'Occidente, dove - essi apprendono e comunicano in patria - per questioni di fede si bruciano gli uomini come fossero paglia. «La storia del mondo va da Oriente a Occidente», scriverà Hegel un secolo più tardi, «l'Europa è infatti assolutamente la fine della storia del mondo, così come l'Asia ne è il principio».
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