In virtù di un singolare paradosso, i primi grandi archetipi della letteratura degli Stati Uniti sono stati creati da uno scrittore profondamente legato a modelli di scrittura e a fonti inglesi, o più generalmente europei. Washington Irving nacque a New York il 3 aprile 1783, a ridosso della guerra di Indipendenza americana (e il nome di battesimo ne reca il marchio inequivocabile), figlio di un severo presbiteriano scozzese emigrato soltanto una ventina di anni prima.
Pur se il padre era un fortunato mercante, Irving non si sentì attratto dai commerci: più tardi avrebbe confessato che già da ragazzo tutto gli sembrava un paese delle fate. Così, nei suoi vagabondaggi in campagna, risalendo le sponde del fiume Hudson e visitando le piccole comunità spesso di matrice olandese, fino alle propaggini dei monti Kaatskill, attraversando Sleepy Hollow, la valle addormentata, discorrendo con la gente, immergendosi nel paesaggio, il giovanissimo Irving istituì un commercio con quello che doveva diventare il mondo sospeso e incantato di Rip Van Winkle e, appunto, della Valle addormentata. I viaggi, come nel 1803 in Canada e tra il 1804 e il 1806 in Europa (compresa l'Italia: a Roma conobbe Madame de Staël), alimentavano la sua curiosità ma erano fondamentalmente volti a irrobustire un fisico delicato, mutando clima e ambiente.