«L'UOMO, o homo sapiens, come si definisce con una certa arroganza, è la specie animale più interessante, e anche la più irritante, che esista sul pianeta Terra.»
Questa potrebbe essere la prima frase dell'ultimo capitolo di un rapporto sulla nostra fauna e flora di un marziano filosofo o biologo. Per noi coinvolti come siamo a fondo, tanto emotivamente quanto istintivamente, sarebbe difficile arrivare all'imparzialità e alla larghezza di vedute che verrebbero naturali a un visitatore di un altro mondo. Ma sarebbe utile, ogni tanto, un tentativo di vederci come ci vedrebbe questo marziano e, alla luce di questa osservazione, considerare il presente, e il futuro, se c'è, della nostra specie, di quel che l'Uomo ha fatto, sta facendo e potrebbe fare d'ora in avanti alla vita sulla terra e forse, in avvenire, alla vita altrove. In questo genere di esame, le passioni temporanee perdono la loro importanza, come le piccole colline appaiono piatte da un aeroplano, mentre quel che ha un'importanza permanente risalta più chiaramente di quanto non può fare in un panorama più ristretto.