
Tullio Manzoni - Aristotele e il cervello (2007)
Le teorie del più grande biologo dell'antichità nella storia del pensiero scientifico
Formato PDF pages 239 | 7.6 MB
Collana: Biblioteca di testi e studi | ISBN 9788843042203 Il Filosofo alle prese con il cervello, l'organo la cui struttura non suggerisce affatto le sue funzioni: nascosto dentro una scatola ossea, circondato da almeno sei-sette protezioni, come diceva Realdo Colombo, il cervello fu il viscere 'misterioso' al quale Aristotele, giudicato il più grande biologo dell'antichità classica, si sforzò di attribuire una funzione. Quella che gli assegnò – di temperare il calore della regione del cuore – fu certamente sbagliata, ma obbligata, e questo libro ne spiega le ragioni. È proprio vero, come disse Galeno di Pergamo, il grande ed eclettico anatomista, medico e filosofo vissuto al tempo degli imperatori Antonini, che Aristotele non capì nulla del cervello' Certamente sì, ma nei suoi tentativi di giustificare la provvida natura per averlo creato, egli si prodigò in una serie di osservazioni sperimentali, alcune delle quali entrarono a far parte dei testi di filosofia naturale e di medicina ove rimasero per secoli, mentre altre hanno conservato la loro validità scientifica fino a tempi recenti. Il volume riporta e discute le nozioni e le osservazioni sperimentali sul cervello presenti negli scritti biologici dello Stagirita, e ne segue le fortune esaminando le teorie derivate contenute in decine e decine di testi, soprattutto di medicina, compilati dai suoi successori in circa due millenni.
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