Formato: Pdf Dimensione: 0.5 Mb
Il nichilismo si intitolava la prima traduzione italiana di Padri e figli, pubblicata nel 1879, quando l'autore aveva da tempo lasciato la Russia, dove il libro era divenuto un caso politico prima ancora che letterario, e viveva in Francia, godendo del pieno riconoscimento e dall’amicizia di altri grandi narratori, come Flaubert e Henry James. Il titolo italiano identificava il romanzo di Turgenev con il tema che più aveva fatto scalpore sia in patria che all'estero: la comparsa sulla scena russa di personaggi nuovi e ancora da interpretare, cui l'autore - grande creatore di figure paradigmatiche - aveva dato un nome dal sapore ambiguo ("nichilisti"), ma destinato a grande fortuna; anche in Occidente la letteratura e la pubblicistica di terzo e quart'ordine ne avrebbero fatto un uso ampio e indiscriminato, attribuendolo a improbabili, ma molto esotiche figure di rivoluzionari e terroristi russi. E, a proposito di personaggi letterari, la diffusione delle opere di Turgenev in Europa non fu estranea al fortunato cliché che voleva le donne russe energiche e pronte al sacrificio, a differenza dei loro compagni, i cui nobili ideali non riuscivano a tradursi in azioni positive. A quest’ultimo tipo letterario, familiare ai lettori russi dell'Ottocento, che ne riconoscevano le motivazioni non solo psicologiche, ma anche sociali e politiche, fu dato un nome, "uomini superflui", entrato nell'uso comune proprio quando Turgenev diede alle stampe nel 1850 il suo Dnevnik lisnego celoveka (Diario di un uomo superfluo).