Il racconto è quello dell’infanzia dell’autore, della vita di campagna rispettosa di riti e tradizioni antiche, dei paesaggi della Val Belluna e dei suoi abitanti portatori di stili di vita e valori legati all’ambiente tanto da usare nelle situazioni comunicative più intime il dialetto bellunese pari, per efficacia, al dialetto veneziano dei "signori” villeggianti e non privo della dignità letteraria propria della lingua italiana.
All’epoca della pubblicazione, vent’anni fa, il romanzo fu considerato un caso letterario e fece meritare all’autore Giovanni Perego l’appellativo di "Meneghello bellunese”, avendo portato alla ribalta letteraria il paese di Sedico, come l’autore vicentino aveva fatto di Malo, nella sua opera più riuscita "Libera nos a Malo”.