
Adriano Sofri - 43 anni (2012)
Piazza Fontana, un libro, un film
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Inserendosi in un dibattito molto critico sulle fonti utilizzate dal regista Marco Tullio Giordana per il suo film su Piazza Fontana "Romanzo di una strage”, Adriano Sofri mise online un lungo testo – un libro, di fatto – che soprattutto contesta con puntualità e argomenti il saggio "Il segreto di Piazza Fontana” di Paolo Cucchiarelli: a cui il film deve diversi passaggi, mentre se ne discosta per altri, questo è un passaggio in cui spiega il contesto e le ragioni della sua riflessione: «Se si intenda il "doppio Stato” non come una figura onnipervasiva capace di ingoiare e piegare a sé ogni ambito e ogni manifestazione della vita sociale e civile, ma come una condizione effettiva e influente dell’Italia nel contesto della guerra fredda e di un’eredità dal regime fascista tutt’altro che regolata, e poi del labirinto di trame che hanno costellato lo scontro politico e sociale fino al colmo di violenza fra fine dei ’70 e inizio degli ’80, si capisce come una visione sospettosa allarmata esasperata e disperata abbia largamente occupato allora menti e animi. Però la constatazione non è esauriente, se si guardi a che cosa è successo poi. È come con le ideologie totalizzanti ed escludenti di una volta, cui si fa carico di aver nutrito e coltivato odio e violenza cieca: e però, tramontate le ideologie, ne è venuta largamente meno un genere di violenza, ma non hanno affatto ceduto odio e messe al bando, sicchè si è dovuto amaramente ammettere che le ideologie totali offrivano loro un eccellente pretesto, ma che l’odio e l’intolleranza sanno cercarsi i propri pretesti anche nei climi più diversi. E dunque la visione paranoica che immagina il governo del mondo come una cospirazione maligna e occulta di pochissimi, e avvisa la gente comune, l’immenso parco buoi della Borsa e della vita, che "tutto ciò che sapete è falso”, non ha mai avuto fortuna così sfrenata come nel mondo in cui la storia era finita e i grandi sistemi ideologici crollati. Per quanti complotti percorrano la terra, la mania del complotto li eclissa tutti. Ma c’è qualcosa in più, oggi, che soverchia le guerre di religione e gli scontri di civiltà e gli arrembaggi della finanza internazionale, e che a tutto ciò imprime una veste uniforme: è la seduzione della fiction. Il film si intitola "Romanzo di una strage”, il libro che si vuole "di storia” vanta di somigliare a una "sceneggiatura”.»
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