Brevissimo racconto che dà spazio alla speranza, all’ottimismo, alla certezza che lassù qualcuno ci ama. Aleggia una sorta di nostalgia per la città di Petra, tutto mi lascia presumere che l’autore abbia avuto modo di visitarla e ci ha lasciato il cuore. Ed ecco allora questo racconto con il quale se ne sublima la magnificenza, con l’illusione che il visibile celi l’invisibile. Trovo l’idea globale ottima per un romanzo corposo. Lo stile narrativo è un po’ timido, nel senso che sembra trattenuto, come se lo scrittore temesse il giudizio e perciò si limita.
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