"La donna di fiori” è, ad un tempo un giallo di movimento ed un giallo psicologico, vivo di personaggi e di sentimenti che hanno una loro autenticità, al di là degli schemi convenzionali. Il tenente Sheridan, come già sul teleschermo, riconferma e, per molti versi, approfondisce qui la sua dimensione di asciutto eroe, di uomo semplice, schivo, anticonformista. Nel serrato e imprevedibile evolversi della vicenda, mentre tanti importanti e potenti personaggi si agitano e strepitano, egli ci appare quasi protagonista disorientato: e solo alla fine, al drammatico e imprevedibile capovolgimento dei termini tecnici e umani dell’indagine egli ci rivela di aver condizionato, sul filo della sua logica elementare, il corso stesso degli avvenimenti.
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