Il racconto dell’orrore è una delle forme d’arte perfette. Secco, asciutto, qualche volta evocativo ma sempre necessario in ogni componente, dà un’impagabile soddisfazione di lettura. E questa antologia raccoglie una serie di racconti moderni che si propongono di essere altrettanti meccanismi di piacere narrativo. Che si propongono, soprattutto, di costituire un antidoto all’orrore à la page che siamo costretti a subire dall’inizio degli anni Settanta, da quando al cinema è arrivata l’incredibile rozzezza narrativa di Dario Argento, da quando la Hammer ha smesso di produrre i suoi capolavori, da quando, dopo L’Esorcista, stampa e schermo hanno cominciato a rigurgitare di ectoplasmi, fenomeni paranormali da strapazzo e apparizioni cui era tolta, in generale, la caratteristica più bella delle apparizioni: quella di infiltrarsi nella realtà e fronteggiarla, ma di non appartenervi.
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