La nostra lingua diventa sempre piú piatta, sempre piú inquinata, sempre meno rigorosa e in un certo senso diventa arbitraria. La principale colpa credo ce l’abbia la televisione che certamente oggi influisce sul modo di parlare dei giovani molto piú di quanto riesca a fare la scuola. Nei suoi primi anni di vita – gli anni Cinquanta-Sessanta – la televisione aveva avuto il grande merito di unificare linguisticamente l’Italia. Poi si è dato sempre piú importanza all’audience anziché alla qualità, perché gli interessi economici riescono a prevalere su tutto e inoltre le ore di trasmissione sono diventate 24 su 24 e i canali si sono moltiplicati a dismisura. Di conseguenza il livello qualitativo delle trasmissioni è progressivamente sceso: Si susseguono programmi-contenitore fatti di melense chiacchiere, di sguaiati alterchi, di inutili discussioni su temi inesistenti, di pseudoquiz dove bisogna indovinare se il capoluogo della Sicilia è Palermo o Milano o dove si vince se si apre il pacco giusto.
Attenzione! Non sei autorizzato a visualizzare questo testo / Solo gli utenti registrati possono visualizzare questo testo!
Attenzione! Non sei autorizzato a visualizzare questo testo / Solo gli utenti registrati possono visualizzare questo testo!