L’invidia, la pena, la gelosia, l’amore (perché no), l’odio, il peccato nelle sue mille sfaccettature, popolano il nostro animo e cospargono di putrida e appiccicosa melma i nostri corpi affranti che s’agitano come mostri dai volti assenti.
Eppure non potremmo vivere senza i nostri peccati, senza quel peso che sa di marcio, che sventola fiero nel nostro ventre e che palpita agguerrito.
Non potremmo fare a meno dei nostri vizi, dei nostri pensieri mai tradotti, delle nostre paure falsamente esorcizzate… Tutto ciò ci appartiene e il sogno, cullato dall’ansia del peccato, si materializza al vibrare pungente dell’anima stregata che bacia, sfiorando, i fili indelebili dell’ipocrisia che reggono in piedi noi comuni mortali.
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