Nel numero dei giovani mandati da Pietro il Grande in terra straniera per l’acquisto delle conoscenze indispensabili a uno Stato rigenerato, si trovava il suo figlioccio, il negro Ibrahim. Egli studiò alla scuola militare di Parigi, ne uscí capitano di artiglieria, si distinse nella guerra di Spagna – e, ferito gravemente, ritornò a Parigi. L’imperatore, in mezzo alle vaste sue fatiche, non cessava d’informarsi del suo prediletto e riceveva sempre notizie lusinghiere riguardo ai suoi progressi e alla sua condotta. Pietro era straordinariamente contento di lui e piú d’una volta ebbe a richiamarlo in Russia; ma Ibrahim non aveva fretta.
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