
Biagio Santorelli - Giovenale, "Satira" IV (2012)
Introduzione, testo, traduzione e commento
Formato True PDF 209 pages 1.2 MB
Aperta da una veemente invettiva contro Crispino, il parvenu egiziano già incontrato nel componimento proemiale, la satira 4 offre una caricatura del sistema di governo impostato da Domiziano: al biasimo per la violenza e il dispotismo dell’imperatore, che gestisce Roma e le sue istituzioni come un possesso personale, fa da contrappunto un’aperta condanna della nobiltà senatoria, pronta ad assecondare il tiranno in ogni suo capriccio, senza resistenza alcuna.Tale doppia critica, all’imperatore e al servilismo di quelli che avrebbero dovuto essere suoi oppositori, trova rappresentazione in una gustosa scena: un pescatore, trovato nelle sue reti un rombo di dimensioni portentose, decide di farne dono a Domiziano, consapevole del fatto che, se avesse tentato di metterlo in vendita, gli onnipresenti delatori imperiali lo avrebbero comunque requisito per consegnarlo al principe. Manca però una pentola abbastanza grande da contenere interamente il pesce: per decidere cosa farne, Domiziano convoca il suo consiglio personale, composto dai maggiorenti di Roma. Una gara tra buongustai porta al verdetto che sarà prontamente attuato: verrà costruita una pentola abbastanza grande da contenere il rombo, evitandogli il disonore di essere fatto in pezzi.
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