Il signor Aabyo entrò nello scompartimento, borsalino in testa, giornale ripiegato nella tasca della giacca, giacca di tweed, così inglese, così classica, così sorprendente a quell’ora, in quel luogo fra pendolari senza attese, sedette davanti al signor Brekko, che sonnecchiava, la testa ritirata nel giubbotto di jeans, così anonimo, così made altrove.
Il signor Aabyo guardò il signor Brekko seguendo il su e giù del respiro nel petto. Il solito fiume di uomini e donne dentro e fuori. Aabyo e Brekko soli nello scompartimento. Tweed si alzò, una scossa di velocità, l’eccitazione di una curva, la porta che si aprì inaspettatamente. Jeans si accomodò nel giubbotto e stese le gambe.
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