Cinque persone entrano nelle grotte, tre uomini e due donne. Due coppie sono sposate; il quinto è un uomo che ha fatto innamorare di sé una delle donne, la quale è ora protesa disperatamente a cercare una soluzione impossibile che appaghi il cuore e i sensi. Volevano trascorrere il pomeriggio esplorando la parte più esterna delle gallerie e, quando una frana improvvisa preclude la via del ritorno, solo uno di loro capisce subito che cosa questo significhi. L’unica via di salvezza, seppure esiste, sta nel cercare di uscire dall’altro fianco della montagna; ma occorre attraversare interminabili, lunghe, inesplorate gallerie che serpeggiano nelle viscere della terra e sono sbarrate da crepacci e voragini insuperabili. Nella migliore delle ipotesi, saranno giorni di lotta e di crescente esaurimento fisico; ma ben peggiore è la consapevolezza che le lampade presto si spegneranno ad una ad una. Poi la breve fiammata dei pochi fiammiferi, e poi ancora l’assoluta, terribile oscurità delle viscere della terra con il cieco brancolare verso una morte orribile e sicura. Altrettanto paurosa è la frana che seppellisce l’anima della donna, stretta fra i due uomini che ama, incerta se si avvia verso la luce della salvezza o verso il peccato e la morte della sua dignità.
La Frana racconta con pauroso realismo e con profonda analisi psicologica la storia di queste cinque persone: come si conobbero, i legami e i conflitti che nacquero fra loro e ciò che accadde quando, perduta ogni altra speranza, si accinsero al terribile viaggio sotterraneo.
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