I due racconti proposti in questo volume, "L’isola delle Voci” e "La spiaggia di Falesà”, appartengono all’ultimo periodo della produzione di Stevenson e sono ambientati nelle isole dei mari del Sud, dove egli si ritirò a vivere, maturando il suo definitivo distacco dalla società borghese occidentale. Senza alcun pregiudizio culturale e con l’apertura mentale di chi si è ormai allontanato dai valori fittizi e artificiosi della modernità, Stevenson esplora miti e usanze dei popoli delle Hawaii, stregonerie e incantesimi di ogni sorta, spiriti e macabre predizioni, cannibali, dèi e folletti maligni. E, sullo sfondo, la presenza costante, ora pacifica, ora inquietante, del mare.
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