
Barilla Center - Water Economy (2011)
Formato True PDF 184 pages ill 10.3 MB
Che l’acqua sia un valore ce ne accorgiamo solo quando scarseggia. Finora il problema poteva sembrare limitato ai Paesi più sfortunati, ma le cose potrebbero cambiare perché l’acqua "di qualità” – ossia dolce e non inquinata – rappresenta solo una minima percentuale delle nostre riserve. E noi ne usiamo sempre di più: sia perché aumenta la popolazione della Terra, sia per il maggiore benessere raggiunto da molti Paesi che spinge le persone a consumare (e sprecare) più acqua. Un consumo che va considerato non solo in termini "reali” (calcolando le quantità che si usano per la cura di se stessi, per la cucina o per la pulizia della casa), ma anche "virtuali” (in termini di impronta idrica), stimando cioè tutta l’acqua che è stata utilizzata lungo l’intero ciclo di vita di un qualunque prodotto o servizio acquistato. Basti pensare che se si modifica il proprio stile alimentare – per esempio passando a una dieta più ricca di frutta, verdura e cereali, limitando la quantità di proteine animali – è possibile ridurre anche in modo significativo i consumi di acqua "virtuale”. Quindi, se da un lato la domanda cresce e dall’altro le risorse si riducono – anche per colpa sia dell’inquinamento sia del cambiamento climatico –, è indubbio che il valore economico dell’acqua crescerà e le sperequazioni, che già oggi ci sono tra chi ha acqua e chi ne ha molta meno, potranno portare nuovi attriti.
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