Kenza, la protagonista del romanzo, è nata ad Orano negli anni dell'indipendenza algerina dal colonialismo francese; vessata dal dispotismo di un padre rozzo e violento, che l'ha separata a forza dalla madre, fin da bambina ha condotto la sua battaglia personale per la libertà. Ben presto scopre che la madre, esiliata in Francia, è morta in solitudine. Decisa a rivendicare il proprio diritto al sapere e all'amore, emblemi della libertà per le donne algerine, Kenza lotta contro l'imposizione del silenzio e la mistificazione della verità, ma il crescere drammatico di un clima di totalitarismo e di ottuso nazionalismo precipita l'intero paese nel sangue e nella paura. Si rifugia in Francia, dove tenta di ricostruire l'amara vicenda della madre scomparsa e cerca un nuovo avvenire in cui le rive del Mediterraneo si ricongiungano in uno scambio di civiltà e di memorie comuni, di affetti e di pace.
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