Diciottenne, vergine e ignaro del mondo. Ma soprattutto, gay: almeno dai tempi della sua insana passione per l'album di figurine di Lady Oscar. Insy - che sta per insicuro, non per insipido - arriva a Roma dal profondo Abruzzo con in testa molte idee, non tutte salubri. E forse anche grazie agli anni di judo (lui era il sacco da allenamento) ha il fisico per inseguirle, nonostante la strada sia lunga: dalla sua piccola città a una tana di calabresi sul Grande Raccordo Anulare di Roma, per conquistare infine una stanza tutta per sé in una specie di comune, popolata da attivisti politici molto impegnati e da travestiti ancora più impegnati.
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