Non sono molti gli scrittori di f.s. che, una volta avuta una splendida "idea", la sappiano poi portare avanti con chiarezza, credibilità, senso del ritmo e dell'architettura romanzesca. Uno di essi è certamente C. E. Maine che qui, seguendo l'indagine di un agente del Servizio Segreto inglese, costruisce a poco a poco una ipotesi bio-cibernetica di cui non si può dire se sia più convincente o più sbalorditiva, una folle astrazione o una plausibile, modernissima versione della storia del dottor Jeckyll e del signor Hyde.
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