All’incirca un secolo fa la Russia era già un immenso impero, esteso dal Mar Nero al Pacifico e dal Mar Glaciale Artico all’altipiano del Pamir. Usciva da una guerra vittoriosa contro la Turchia (1878-1883). Faceva sentire la sua voce autorevole nella politica europea e partecipava alle conquiste coloniali espandendosi nell’Asia centrale: nessuno osava contestarle la sua posizione di grande potenza. Ma dal punto di vista sociale e civile le condizioni del paese erano molto arretrate. La popolazione era formata per due terzi da contadini miserabili e analfabeti. Si erano emancipati dalla condizione di servi della gleba grazie alla riforma dello zar Alessandro II (1861). Tuttavia erano ancora affamati di terra, schiacciati dai debiti e dalle tasse, oppressi dall’arbitrio dei proprietari terrieri più ricchi e della burocrazia imperiale, sempre minacciati da carestie e epidemie.
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