Una forma piuttosto particolare di Utopia/Distopia parte dal presupposto che sia il retaggio biologico della specie a rendere impossibile qualsiasi forma di progresso e di diritto alla felicità.
Molti tipi di superuomini, o più correttamente post-uomini, hanno attraversato la storia della fantascienza, raramente «simpatici», spesso petulanti e/o banali. Da ricordare gli Slan di A.E. Van Vogt, post-umani telepati incompresi e bistrattati, Uomo Più di Frederick Pohl, «super-umano» parzialmente artificiale e drammaticamente struggente o ancora Sogna Superuomo di John Brunner, racconto intenso di una dote che porta con sé solitudine ed estraneità.
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