Il centurione Giunio Planco Pollione, comandante della seconda coorte dei pretoriani assegnata quel giorno alla sorveglianza dei palazzi imperiali, fece saltellare dentro l’elmo gli astràgali – gli ossicini delle zampe delle capre, dalla caratteristica forma piramidale, di cui si servivano i Romani per giocare a dadi – e poi li rovesciò quasi con rabbia sul tappeto che ricopriva il tavolo del corpo di guardia. Perdeva molto, più di quanto si sarebbe potuto permettere e con quel tiro doveva assolutamente rifarsi.
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