Chi è Mannie Nemin? A guardarlo così, di sfuggita, sembra un uomo come tanti altri. Sembra, finché uno si sofferma ad osservare i suoi occhi color ardesia, occhi che non tradiscono alcuna emozione, che non rivelano nulla della mente crudele e tortuosa di Nemin. Uno psicologo dilettante potrebbe definirlo un astuto giocatore di poker. Uno psicologo di professione lo catalogherebbe un uomo pericoloso. E avrebbero entrambi ragione. Mannie Nemin, da biscazziere è divenuto un killer professionista, l’emissario fidatissimo di un Sindacato per il quale spesso funge da boia. Anche questa volta, Mannie viene incaricato di un’esecuzione, e il compito gli si presenta tanto più interessante per le enormi difficoltà da superare. La vittima designata sta per salire sul banco dei testimoni per identificare come assassino un big del Sindacato. Spetta a Mannie a non farlo più parlare. Se non che la vittima è rinchiusa nel braccio della morte, in uno dei più sicuri penitenziari degli Stati Uniti.
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