Si è molto insistito sulla necessità, per definire l’idea rivoluzionaria, di usare termini gnostici. L’eone presente è talmente corrotto, le condizioni dell'umanità sono in esso così miserevoli, che la dissoluzione dell'ordine universale diventa necessaria; la rivoluzione non sarà una nuova forma storica all'interno dell’eone presente, ma comporterà la sua cancellazione. Dunque l’idea di rivoluzione totale importa il rifiuto radicale della società esistente, e il mito di uno stadio finale e perfetto. O, in altri termini: la Rivoluzione, con la maiuscola e senza plurale, è quell’evento unico, doloroso come i travagli del parto, che media il passaggio dal regno della necessità a quello della libertà raffigurato, né può essere altrimenti, attraverso una semplice negazione delle istituzioni e delle idee del passato; che genera un avvenire in cui non ci sarà più nulla di simile alla vecchia storia; che in ciò è la risoluzione del mistero della storia.
Attenzione! Non sei autorizzato a visualizzare questo testo / Solo gli utenti registrati possono visualizzare questo testo!
Attenzione! Non sei autorizzato a visualizzare questo testo / Solo gli utenti registrati possono visualizzare questo testo!