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Patrick Quentin - Enigma per folli (2026)
Dopo la morte della moglie, Peter Duluth si è attaccato alla bottiglia, bevendo tanto da affossare la sua reputazione di promettente regista teatrale a Broadway e porre le basi per una prematura calata del sipario sulla sua stessa vita. Finché non accetta di sottoporsi a una terapia di disintossicazione nel famoso istituto psichiatrico del dottor Lenz, che in fondo non è nemmeno una casa di cura, ma un rifugio dorato per ubriaconi danarosi. Lo dimostra il fatto che tra i pazienti non figurino pazzi irrecuperabili, doverosamente indirizzati ai manicomi di Stato. E per la guarigione sempre possibile di chi ha sofferto di qualche disturbo nervoso, per esempio un alcolizzato come lui, è fondamentale trovarsi in un ambiente protetto, al riparo dall'influsso negativo dei veri malati di mente. Ciò non esclude tuttavia la presenza, in mezzo agli ospiti o al personale, di qualcuno che potrebbe sfuggire all'occhio clinico dei medici. Qualcuno magari abilissimo nel nascondere la propria follia, oppure talmente lucido da saper inscenare il comportamento di un maniaco. Come un attore. O come un assassino.