Luca Rovere - Nessuno voleva ucciderlo (Il maestro Volpe Vol. 1) (2026)

Un uomo muore all'alba dentro un palazzetto dello sport di una cittadina sul mare.
Nessuno sa chi sia. Non ha documenti. Nessuno lo sta cercando. Nessuno, in paese, sembra conoscerlo.
Amedeo Volpe invece vuole capire. Ha sessantatré anni, è un maestro elementare in pensione e da quando ha lasciato la scuola passa le sue giornate tra il bar Anna Maria, il lungomare di Tortoreto e qualche piccola consulenza che non dovrebbe fare. Non è un investigatore. Non ha una licenza. Non ha una pistola e non sa interrogare nessuno.
Ha soltanto una qualità che gli è rimasta dopo trentanove anni passati davanti a centinaia di bambini: sa riconoscere una bugia. E nel paese tutti sembrano avere qualcosa da nascondere.
La società sportiva che utilizza il palazzetto ha una convenzione scaduta da ventisei mesi. Le chiavi dell'impianto sono in mano a mezzo paese. Un uomo apre e chiude la struttura da undici anni senza che nessuno sappia esattamente a quale titolo. Un impianto elettrico è stato modificato senza la documentazione necessaria. E qualcuno, dopo la morte, è entrato nel palazzetto per rimettere le cose a posto.
Quando Volpe comincia a fare domande, scopre che Corrado Sferra, il morto, non avrebbe dovuto trovarsi su quella scala.
E che sotto quella scala, mentre lui cadeva, c'era qualcuno. Il problema è che nessuno voleva ucciderlo. Forse.
E quando la verità finalmente arriva, non è quella che Volpe stava cercando.
È peggiore.
Nessuno voleva ucciderlo è un giallo italiano di provincia, ironico e malinconico, dove l'indagine procede attraverso dettagli minuscoli, persone comuni e bugie che sembrano innocue.
Al centro, Amedeo Volpe: un investigatore che non dovrebbe fare l'investigatore e che proprio per questo potrebbe essere impossibile da dimenticare.