Parigi, estate 2011. La notizia dell’arresto di Gilles Neuhart, un impiegato di banca apparentemente innocuo e mite, per un brutale omicidio commesso ventisette anni prima, colpisce immediatamente il giornalista Marc Rappaport. Il test del dna, all’epoca dei fatti inesistente, inchioderebbe il bancario come responsabile delle sevizie e dell’uccisione di Emilie Thévenin, una prostituta di non ancora diciannove anni. Sembrerebbe un clamoroso caso di vittoria in extremis della giustizia, ma Rappaport non è convinto. Troppi i misteri irrisolti. Qual è il movente? Perché l’incensurato Neuhart si sarebbe dovuto rendere colpevole di atrocità tali su una donna con la quale non aveva mai avuto alcun legame o rapporto? Perché nessuna delle prostitute che furono interrogate nel 1984 ha detto di avere mai visto la giovane «collega»? Che fine ha fatto il registro dei clienti di Emilie?
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