Esaminare se stesso un giorno dopo l'altro, studiare le proprie reazioni, i sintomi di una condizione fisica alterata, ma nel contempo controllare le mosse del prossimo, di chi sta intorno, di chi dice di amarlo mentre invece gli prepara, col veleno, una lenta morte... ecco il dramma del protagonista. L'insidia è chiara, la moglie intende sostituirlo con un altro uomo, cosí come aveva sostituito con destrezza e rapidità il primo coniuge. Ma se la verità è oramai palese, chi sarà mai il successore designato? E, una volta individuato, come affrontarlo? Forse una pistola può risolvere una situazione intricata dove si agita un torbido sottofondo di sentimenti umani distorti, di passioni represse, di ira sconvolgente. Tutto vero, ma bisogna essere in grado di usare la pistola, ciò che il protagonista non dimostra di saper fare. L'ironia a volte bonaria a volte quasi crudele di Simenon, la sua maestria nell'inquadrare con pochi tocchi una situazione psicologica complessa trovano in questo romanzo l'espressione piú compiuta e persuasiva.
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