
Un romanzo intimo e struggente sull’amore perduto, sulla memoria che non si arrende e sulle stanze dell’anima che restano aperte anche quando crediamo di averle chiuse per sempre. Questa non è una semplice storia: è una confessione fatta di frammenti, una lunga lettera mai spedita, un sogno che torna ogni notte cambiando sempre piccoli dettagli. È la voce di chi resta quando tutto scompare. Tra le stanze silenziose di un appartamento abitato dai fantasmi della memoria, il protagonista tenta di ricostruire un amore consumato dalla distanza, dalle parole non dette e da un dolore che si annida negli oggetti quotidiani: un riflesso nello specchio, una tazza crepata, l’ora in cui nessuno torna più. Con uno stile poetico e avvolgente, Il giardino dei conigli è un viaggio introspettivo tra passato e presente, realtà e allucinazione, amore e perdita. Un’esplorazione delicata e potente della fragilità umana, dei luoghi interiori in cui ci rifugiamo per sopravvivere, e delle promesse che continuano a vivere anche quando chi le ha fatte non c’è più. «Questo libro non è una storia. È una ferita raccontata sottovoce. E ogni parola… è la prova che il dolore può diventare casa.»
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