
Irene si è sempre creduta forte, perché non crollava mai. Ma cosa succede quando la forza diventa una gabbia e l'unico modo per sentirsi viva è smettere di fingere? Dopo la fine di una storia, Irene si butta a capofitto in tutto ciò che la distrae da se stessa. Beve per dimenticare le parti di sé che non riesce ad affrontare e si aggrappa al corpo degli altri per non sentire il vuoto che le cresce dentro. Insegue qualcosa che non sa nominare: forse il desiderio di perdersi, forse il bisogno disperato di ritrovarsi. Nel frattempo si allontana anche da chi la conosce davvero, ma per fortuna l'amicizia e l'amore, quelli veri, resistono anche al silenzio e persino alla vergogna. Questo romanzo racconta quanto possa far paura la fragilità e quanto possa, a volte, salvarci.