
Anna Katharina Fröhlich - La tigre nel giardino (2026)
"Ma quale uomo avrebbe potuto intrattenermi la sera, dopo che avevo trascorso il pomeriggio con Erodoto o Sologub?" È questo l'interrogativo che si pone la protagonista di La tigre nel giardino, mentre scorre la pagina del giornale con gli annunci matrimoniali. Invece di attendere un improbabile principe azzurro che la tragga in salvo dal desolante isolamento in cui vive a Le Pertuis - la tenuta degli zii, Lord e Lady Leslie, nel Sud della Francia -, preferisce rifugiarsi con assoluta dedizione tra le pagine della grande letteratura e le piante del giardino. Il suo vero sostegno è la zia, donna intellettualmente avventurosa e anticonformista, che l'ha cresciuta come una figlia. A interrompere la solitudine delle due donne non sarà un corteggiatore, ma l'invito a tornare in India presso una famiglia di amici: un clan sikh dalla ricchezza fiabesca, le cui giornate scorrono pigre e solenni tra riti mondani e festeggiamenti sfarzosi. Dalle tinte polverose di un vecchio castello europeo all'esuberanza cromatica dell'Oriente, il racconto si accende di un fascino ipnotico. In un viaggio capace di scardinare distanze geografiche e convenzioni sociali, la giovane finirà per ignorare i fasti della nobiltà locale, lasciandosi ammaliare dal sorriso di un guidatore di risciò che la scorterà verso un futuro magnificamente incerto.