Marco Vincenzi - Salvo diversa disposizione (2026)

Marco ha un problema.
Dopo undici anni alla Dedalo Sistemi, non vuole più lavorare lì.
Il problema è che dimettersi sarebbe troppo semplice. E soprattutto troppo costoso.
Così Marco decide di fare qualcosa di molto più complicato: non dimettersi affatto.
Il suo piano è rigoroso, legale e perfettamente documentato. Smettere di fare ciò che nessuno gli ha mai formalmente assegnato. Pretendere che ogni richiesta venga messa per iscritto. Rispettare ogni procedura alla lettera. Non anticipare più niente, non risolvere più niente, non coprire più nessuna falla organizzativa.
In altre parole, diventare il dipendente perfetto.
Quello che Marco non ha previsto è che un'azienda può essere molto più creativa di un singolo dipendente quando si tratta di produrre contraddizioni, moduli, riunioni e documenti.
Tra responsabili che prendono appunti, colleghi che imparano a difendersi con le stesse procedure e una burocrazia capace di trasformare ogni gesto in una prova, il piano di Marco procede con la precisione di un progetto ben gestito.
Forse troppo bene.
Perché quando finalmente riuscirà a uscire dall'azienda, dovrà affrontare una domanda molto più difficile: quanto di quel sistema si è portato con sé?
Una commedia nera sul lavoro, sulle regole e sul curioso talento delle organizzazioni per complicare ciò che potrebbe essere semplice.
Con una sola certezza: le procedure non dimenticano.