Ayelet Gundar-Goshen - Ospiti (2026)

Ayelet Gundar-Goshen - Ospiti (2026)
Un balcone al quinto piano ricoperto di buganvillee in fiore, da qualche parte a Tel Aviv. Suo marito Yuval ha avuto una pessima idea a metterla davanti al fatto compiuto: era prevedibile che Naomi, di ritorno dai giardini col piccolo Uri, non sarebbe stata entusiasta di trovarsi sola in casa con un muratore arabo che sta intonacando il parapetto del loro balcone. È preciso dovere di una madre proteggere suo figlio da tutte le brutte cose che possono capitare in questo mondo folle, in questo folle Paese. Anche se, a dire il vero, l’uomo ci sa proprio fare con Uri: è padre di una bambina della stessa età, le spiega rivolgendosi a lei in ebraico. Tutti, in realtà, sembrano saperci fare più di lei col suo piccolo demonio – sarà per questo che si sente così stanca, sopraffatta? Ma adesso Naomi deve comportarsi da persona civile qual è: offrire un caffè all’uomo che sta lavorando per loro e, soprattutto, non mostrare paura. E quando vede il muratore muoversi nel suo appartamento, non tradire apprensione, fastidio. Poi, in un breve istante fatale, un martello precipita dall’alto e giù, in strada, c’è un morto in una pozza di sangue. In preda allo choc, Naomi non dice quello che sa, e dopo è troppo tardi. Ci sono ingiustizie che non potranno più essere riparate. Ci sono silenzi che saranno abissi in cui sprofondare