Sara Crane -La figlia del panettiere (2026)

Londra, 1869. Edna Price, dodici anni, conosce l'odore del panificio di suo padre come conosce il battito del proprio cuore. Pane caldo, fumo di legna e quel conforto particolare di una vita costruita con amore e lavoro onesto.
Conosce anche la voce di lui che le ripete che il valore di una persona non sta in ciò che il mondo le dà. Sta in ciò che ne fa.
Avrà bisogno di quelle parole. Ne avrà bisogno più di quanto possa immaginare.
Quando la tragedia colpisce e le viene strappato tutto ciò che ha sempre conosciuto, Edna si ritrova per le strade di Spitalfields con nulla se non il grembiule logoro di suo padre e la testarda determinazione a non lasciarsi spezzare. È lì, nelle circostanze più gelide e disperate, che incontra Walter Griffiths. Orfano a sua volta, con il proprio dolore e i propri sensi di colpa da portare, Walter diventerà l'unica costante in una vita che continua a farle mancare il terreno sotto i piedi.
Dalle brutali difficoltà delle rive del fiume ai salotti dorati di Westminster, Edna si fa strada a fatica verso la vita che ha sempre creduto di meritare. Ma quando viene accusata di un terribile crimine che non ha commesso, senza famiglia, senza posizione sociale e con potenti nemici decisi a distruggerla, solo la verità e l'unica persona che non ha mai smesso di cercarla potranno restituirle la libertà.
La figlia del panettiere è un romanzo rosa vittoriano travolgente ed emozionante, che racconta la perdita e la resilienza, i bambini che la città ha cercato di spezzare senza riuscirci, e quel tipo di amore che si costruisce lentamente, in silenzio, e che dura.
Perfetto per gli amanti di Dilly Court e Rosie Goodwin