Sabrina Berri - Un problema con la camicia buona (2026)

Rebecca Motta ha trentatré anni, un lavoro che sa fare meglio di chiunque altro e un difetto: non dice mai niente ad alta voce.
Le cose che pensa le scrive su un quaderno grigio chiuso nell'ultimo cassetto a destra, che non ha mai fatto leggere a nessuno. Regole di sopravvivenza in ufficio, numerate, precise.
Regola 1. Non salvare mai nessuno la prima volta. Poi diventa un'abitudine.
L'ha scritta pensando a Lorenzo Riva, responsabile marketing, che parla per mestiere, pubblica ogni singola cosa che gli succede e riesce a farsi applaudire per idee che ha avuto qualcun altro. Di solito lei.
Poi una sera Rebecca dimentica il quaderno su un banco da falegname.
E la mattina dopo, sotto la sua calligrafia, ce n'è un'altra.
Da lì, per dieci mesi, quel quaderno diventa l'unico posto al mondo in cui due persone che non si dicono niente riescono a dirsi tutto. Mentre intorno un capannone da trentun persone sul lago di Lecco viene comprato da un gruppo di Milano, e Rebecca si ritrova a sapere prima di tutti gli altri chi resterà e chi no.
Finché uno dei due non porta quel quaderno in una sala con dentro novanta persone.
Una commedia romantica sulle cose che non diciamo, sulle amiche che ci conoscono meglio di noi e su quanto costa, a trentatré anni, imparare a firmare qualcosa con il proprio nome.