Gianluca Russi - 420 anni dopo: Don Chisciotte - tra follower e giganti di lamiera (2026)

Questo libro è un’opera di finzione che rilegge un grande classico della letteratura alla luce delle contraddizioni del nostro tempo. Personaggi, vicende e situazioni appartengono al percorso narrativo dell’autore, anche quando richiamano fenomeni e problemi riconoscibili nella realtà contemporanea.
Il romanzo non intende demonizzare Internet, i social network o il progresso tecnologico. La rete può creare legami, offrire opportunità e dare voce a chi altrimenti non sarebbe ascoltato. Il suo lato più oscuro emerge quando gli strumenti digitali vengono usati per umiliare, perseguitare, manipolare o isolare le persone.
Le vicende raccontate non pretendono di offrire spiegazioni semplicistiche a fenomeni complessi come il cyberbullismo, la sofferenza psicologica e il suicidio. Ogni storia umana è unica e merita di essere ascoltata senza giudizi affrettati. Le responsabilità possono essere molteplici, ma la dignità di chi soffre non dovrebbe mai essere messa in discussione.
L’intento di queste pagine è invitare il lettore a riflettere sul rapporto tra identità e apparenza, libertà e responsabilità, visibilità e solitudine. È anche un invito a non considerare mai il dolore altrui un semplice spettacolo e a ricordare che, dietro ogni profilo, esiste una persona reale.
Se questo libro riuscirà a suscitare una domanda in più prima di un commento, un gesto di attenzione prima di un giudizio o la volontà di chiedere aiuto e offrirlo quando serve, avrà contribuito a dare voce a una questione che non dovrebbe essere ignorata.
Perché la tecnologia cambia il mondo, ma il modo in cui trattiamo gli altri continua a definire chi siamo.