
MASH. Una sigla che nell’esercito americano significa Mobile Army Surgical Hospital: e qui si parla di quel che avvenne nel 4077° Mash durante la guerra di Corea. Feriti a centinaia, tutti d’un colpo, e lavoro lavoro lavoro per i chirurghi; poi di colpo l’ozio, nelle soste delle battaglie, e l’attesa in un buco coreano tra le colline e il fango. Non è il modo migliore per curare i nervi della gente, e difatti il personale dei Mash si lasciava un po’ andare: particolarmente al 4077°, dopo che giunsero due chirurghi nuovi, Occhiodifalco Pierce e Duca Forrest... Cosa sia avvenuto in quell’ospedale e nei dintorni, con il colonnello Blake e Radar O’Reilly e il cappellano cattolico Vinsanto, e il dentista Cassiodoro, fa ormai parte della storia della guerra di Corea, e un film di grande successo (la Palma d’oro al festival di Cannes l’ha definitivamente consacrato) l’ha fatto conoscere a tutti, basterà aggiungere che « Mash », come romanzo, mantiene le promesse, e in qualche punto le supera.
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