"Primavera nera" è il secondo libro di Miller, posteriore di un anno a "Tropico del Cancro". La sua prosa è sbalorditiva, in certe parti superiore a quella di "Tropico del Cancro". Le pagine migliori sono quelle dedicate a Parigi. E anche se socialmente sono delle nullità, gli ubriaconi, i falliti da caffè sono trattati qui con un senso del personaggio e una padronanza della tecnica che non hanno riscontro in nessun altro romanzo d'oggi. (George Orwell)
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