
Emanuele Conte - Le frequenze dell’anima. Microstorie, pensieri e frasi scomposte come alla radio (2026)
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La radio è un mondo per certi versi reale, per altri onirico. La parola “virtuale” ci affascina da quando sappiamo costruire mondi online che affiancano la vita reale, ma tutto questo non è una novità. Da sempre viviamo in una terza dimensione, questa dimensione vitale si crea nello spazio che c’è tra noi esseri umani o tra noi e il resto delle cose, riempiamo questo spazio di parole e musica, perché le immagini ci pensano da sole a farsi vedere come sono. Non siamo come fotografi che riprendono uno sguardo e lo inchiodano su un frame, riuscendo a cogliere un momento che a volte racconta una vita intera. Siamo chiacchieroni, a tratti controvoglia, lavoriamo alla radio e le parole sopraffatte dalla musica sono gli strumenti di cui un D.J. radiofonico dispone. Questa pubblicazione è tratta dalle presentazioni di un D.J. della radio, uno dei tanti che per raccontare di canzoni, artisti e sentimenti, può scegliere se parlare facendo divertire, interessare, annoiare o riflettere. Non so in quale caso rientri il personaggio di questo libro, anche se penso di conoscerlo abbastanza, ma non del tutto, trattandosi di me. Non sono un grande artista, i successi che ho ottenuto stanno più nella mia testa che nella bocca degli altri, cosa che sarebbe utile se vuoi avere il vero successo nel mondo dello spettacolo, dell’informazione o del fugace intrattenimento radiofonico. Ma che volete farci, per un D.J. la radio è amore, spesso verso la propria voce, le proprie idee, la propria vanità e qualche volta verso le persone che lo ascoltano. In alcuni casi è amor di verità, di trarre piacere dal chiacchiericcio o dal raccontare, in altri casi è arte che si esprime con la rabbia, il rancore o la malinconia, che sale formando un nodo che si inceppa all’altezza dell’epiglottide e fa male se non lo sputi dentro a un microfono.