
Franco Marcoaldi - La disperanza. Un sentimento del nostro tempo (2026)
Quando qualcuno, specie se giovane, ci confessa di non nutrire nessuna speranza in un mondo migliore è normale restarci male, cercare di consolarlo, dirgli che si sbaglia. E se invece avesse ragione? Sarebbe davvero una brutta notizia? È da questo dubbio paradossale che prende l'avvio Franco Marcoaldi in un libro polemico e vivacissimo, che non esita a sottrarci ogni facile appiglio. La speranza? A ben guardare è un sentimento passivo, parassitario e illusorio. Cosí come la disperazione è un modo vigliacco di non mettersi in gioco. Esiste però un'altra strada, indicata da un termine antico e desueto, eppure quanto mai ricco di energia: disperanza. Ad esso rimandano le voci di alcuni giganti del pensiero e della poesia: da Caproni a Mutis, da Montaigne a Camus, da Canetti a Huizinga. E vi allude anche la pratica quotidiana di tanti ragazzi di oggi, troppo spesso irrisi per il loro vagabondaggio senza meta, peraltro segnato dalla ricorrente rivolta contro le mille ingiustizie e soprusi che dilagano nel pianeta. Forse sono proprio loro i migliori interpreti della disperanza: un sentimento proficuo che lascia alle spalle tutti i totem novecenteschi e, senza affidarsi a velleitari ideali di un mondo armonioso sempre di là da venire, spinge piuttosto a contenere il Male - in direzione di una società appena piú giusta, amichevole, decente - e a vivere appieno ogni singola esperienza. Qui e ora. Perché malgrado tutto possiamo conoscere, scrivere e modificare la nostra storia. Personale e collettiva.