
Shawn Levy - Clint. L'uomo, i film, la leggenda (2026)
CLINT. Quel nome, un’unica sillaba secca e tagliente, è stato per più di sessant’anni un emblema della virilità e della moralità americana, nonché di una volontà pura e incrollabile, sia sullo schermo sia fuori. Che stia affrontando i cattivi in una strada del West (vecchio o nuovo che sia), che guardi attraverso l’obiettivo di una macchina da presa o che riceva uno dei suoi riconoscimenti alle tredici nomination agli Oscar (inclusi i due per il Miglior Film), Clint è schietto, sintetico e solido come il suo nome: una stella della vecchia guardia e uno dei registi più autorevoli del suo tempo, un uomo fatto di roccia, ferro e forza bruta.
Leggere la storia di Clint Eastwood significa comprendere quasi un secolo di cultura americana. Nessuna figura di Hollywood ha incarnato in modo così completo e complesso i mutamenti del clima nell’America del secondo dopoguerra. All’età di novantacinque anni, ha attraversato un secolo tumultuoso incarnandone molte delle contraddizioni.