
Gabriele Niola - Fare film e un inferno. Follie, eccessi e disastri che hanno fatto grande il cinema americano (2026)
Nel 1994 Kevin Costner sta pianificando con il regista le riprese di Waterworld, distopia ambientata in un mondo sommerso. Decidono di chiedere a Steven Spielberg, che vent'anni prima aveva diretto tra mille difficoltà Lo squalo, qualche dritta su come girare al meglio in mare aperto. Risposta: «Semplice: non girate in mare aperto!». Ma Costner nel 1994 si sente un dio del cinema, e pensa bene di ignorare il monito di Spielberg. Avanti veloce di pochi mesi: ecco Costner in costume di scena, legato all'albero di una nave alla deriva, senza che la troupe possa avvicinarsi per il vento forte.
Questo aneddoto basterebbe da solo a dimostrare come Hollywood sia incapace di imparare dai propri errori, probabilmente perché è una gigantesca macchina che spesso funziona per caso. Così tra produttori gangster, attori megalomani, registi paranoici, incidenti e disastri, il dietro le quinte diventa un film a parte - che oscilla di continuo tra melodramma, catastrofico e commedia sgangherata.
Eppure, a guardare bene, da queste cronache infernali c'è molto da imparare, e Gabriele Niola lo sa benissimo. In questo libro esilarante e rigoroso racconta l'essenza del cinema americano attraverso le rocambolesche vicende produttive di grandi capolavori e piccoli cult, tra la vecchia Hollywood degli anni trenta e quella dirompente dei settanta, tra i blockbuster anni novanta e il cinema d'autore.