«Perché scrivo?» Per provare a rispondere a questa domanda Miriam Toews fruga nei suoi immaginari manoscritti di bambina, fra le parole di altri scrittori, dentro le lettere a una sorella ammutolita, fra tornei di Scarabeo, viaggi in bicicletta per l'Europa, passeggiate sul fiume ghiacciato: una miriade di ricordi ora divertenti ora dolorosissimi - piú spesso l'una e l'altra cosa insieme. E giunge alla inevitabile conclusione che chiedersi «perché scrivo?» è come tentare di racchiudere tutti i venti del mondo in un museo.