Sabato D'Ajello – Quanno Dio accummenciaje (2026)
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La Genesi, cantata in napoletano. Versetto per versetto.
«Ô principio, quanno Dio accummenciaje, criaje ’o cielo e ’a terra.»
Prima di essere scritto, il racconto delle origini è stato detto: tramandato di bocca in bocca, accanto al fuoco e sotto le tende. Questo libro lo riconsegna alla voce, e per farlo sceglie una lingua che è voce prima ancora che pagina: il napoletano.
Non è una parafrasi né una riduzione. Ci sono tutti i cinquanta capitoli della Genesi e tutti i 1533 versetti, dal primo giorno della creazione alla morte di Giuseppe in Egitto: nessuno è omesso, nessuno è spostato, e la numerazione permette a chiunque di verificarlo. Al poeta è stato concesso soltanto il passo del canto: il ritmo, le riprese, le parole di casa.
In questo volume
- il testo napoletano in versi, con la traduzione italiana che segue ogni versetto, riga per riga;
- un Argomento di quattro versi in apertura di ogni capitolo, alla maniera delle antiche edizioni dell’Ariosto e del Tasso;
- una prefazione, un’introduzione in versi e un’avvertenza sui criteri seguiti e sulla grafia;
- la creazione, Adamo ed Eva, Caino e Abele, Noè e il diluvio, la torre di Babele, Abramo, Isacco, Giacobbe, Giuseppe e i suoi fratelli.
Il canto segue il testo ebraico, letto accanto alle grandi versioni italiane; e a volte il napoletano si rivela più vicino all’originale dell’italiano stesso. In 2,22 la donna non è «formata» ma fravecata: costruita, come si costruisce una casa.
Come il presepe porta Betlemme nei vicoli senza cambiare la storia, così queste pagine portano la Genesi in casa. Per chi il napoletano lo parla, per chi lo ha sentito dai nonni, per chi ama la Bibbia e per chi ama Napoli. È un libro da leggere ad alta voce.