Raoul Pupo - Storia della frontiera adriatica (2026)

Raoul Pupo - Storia della frontiera adriatica (2026)
La frontiera adriatica è terra di incroci fra mondo latino, germanico, slavo e ungherese, senza dimenticare l'Oltremare. La sua storia è poco conosciuta dai lettori italiani, che solo nell'ultimo ventennio hanno preso confidenza con alcune vicende drammatiche del Novecento, come le foibe e l'esodo giuliano-dalmata. Ma per arrivare a quei momenti di tragedia, e per capirne il senso, bisogna fare molti passi indietro. Questa straordinaria sintesi muove dai castellieri protostorici, si sofferma sulla novità epocale della romanizzazione, attraversa le fratture fra dominii longobardi e bizantini, esplora il pulviscolo di poteri medievali, evidenzia il ruolo del Patriarcato di Aquileia, descrive l'espansione dell'influenza veneziana che lentamente cattura le città istriane ad eccezione di Trieste e Fiume, ricostruisce la colonizzazione slava fra Alto Medioevo ed età moderna. Segue l'epopea del cosmopolitismo sette ed ottocentesco nei porti franchi asburgici di Trieste e Fiume, fino al suo tramonto davanti ai processi di nazionalizzazione. Arrivano poi gli anni bui delle guerre mondiali, del fascismo di confine, delle stragi, degli spostamenti forzati di popolazione. Le 'terre irredente' divengono prima italiane e poi perdute, mentre Trieste dal 1945 al 1954 vive un nuovo irredentismo. Infine, la 'normalizzazione' e l'avvio della cooperazione transfrontaliera.