Tihomir R. Đorđević - Streghe e fate: nelle credenze popolari degli slavi del sud (2026)

Prima traduzione integrale in italiano, con tutti i riferimenti dell'originale
Se di sera entrava in casa una farfalla, la gente la catturava, la bruciacchiava un poco alla candela e la lasciava andare dicendo: vieni domani, che ti do il sale. Se l'indomani una donna veniva a chiedere sale e aveva delle bruciature, era lei: la strega.
Di credenze come questa è fatto il libro. Tihomir R. Đorđević, professore di etnologia all'Università di Belgrado, raccolse per oltre cinquant'anni ciò che la gente tra l'Adriatico e il Timok raccontava della strega e della vila, la fata dei boschi e dei monti. Lo raccolse villaggio per villaggio, ogni notizia con il suo luogo e la sua fonte:
- la strega: chi lo è, come la riconosce il prete in chiesa, che cosa fa di notte, come si radunano le streghe e come la gente se ne proteggeva
- il trattamento delle donne accusate di stregoneria, torture comprese, e come una strega poteva tornare alla vita normale
- la vila: il suo aspetto, i suoi piedi d'asino o di mula che nessuno osa guardare, le sue nozze con eroi e cacciatori, le sue danze in cerchio e i vilenjaci, gli uomini che lei protegge
Đorđević ordinò i suoi appunti durante la guerra e morì nel 1944. Il libro uscì a Belgrado nel 1953. Per i lettori del folk horror e del folklore reale che vi sta sotto, e per chiunque sia attratto dal confine tra la storia documentata e l'inspiegabile.
Tradotto integralmente per la prima volta, con tutti i riferimenti dell'originale; le note del traduttore sono segnalate.